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Audience e "replicanti" (02.09) - L'Auditel è da diversi anni l'oracolo indiscusso della programmazione televisiva. Impugnando il cosiddetto “meter” più di 5.000 famiglie (un campione scelto per il mercato degli spot pubblicitari) danno l’audience e lo share, segnando così la sopravvivenza di tutto quanto va in onda. Dallo spettacolo di intrattenimento alle rubriche di informazione, scienza e cultura. Un campione con forti caratteri di “stabilità” nel tempo e fatto di famiglie che contano sia bambini di 4 anni, sia nonni ultra-ottuagenari. Un responso che presuppone degli spettatori sempre vigili e puntuali nel registrare ogni atto compiuto durante le diverse ore passate al televisore, ogni giorno. Del tutto prevedibile è la tendenza a “replicare” nel tempo propri gusti e preferenze. Di fronte al “lancio” di nuovi programmi è precisa discriminante la partecipazione di “personaggi” noti e già collaudati. Ogni trasmissione che si dichiari aperta ad una partecipazione attiva del pubblico ha il “televoto”. E’ noto che più aumenta la frequenza delle richieste di “televoto” e più si restringe la base dei votanti. Sono sufficienti poche migliaia di telefonate (sapientemente replicate) per decidere l’esito di una classifica, anche a livello nazionale. Molto si può fare. Di certo lo scenario cambierebbe sostanzialmente ove si stabilisse, preliminarmente, il raggiungimento di una adeguata base minima di voti espressi. |
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Ritorno alla meta (03.09) - La vita è come una strada, senza cartelli indicatori, che può portare lontano. Una strada da percorrere a tappe, dove un tratto completato è un traguardo raggiunto. Lì si pianta un “paletto”. Bisogna andare avanti! Davanti la strada si divide. Cosa fare? Si sceglie uno dei percorsi o per accettare nuove sfide o per seguire le inclinazioni. Si sceglie per coerenza, per istinto oppure perché ci sentiamo obbligati. A volte il cammino viene interrotto da ostacoli insuperabili. A volte punta verso luoghi inaccessibili. Abbandonare la strada intrapresa, uscendo dal ciglio, è solo un modo di perdersi. Corretto è tornare all’ultimo “paletto” piantato e poi imboccare un tratto diverso, senza cambiare direzione. Esistono sempre più tracciati che vanno nella stessa direzione e conducono al traguardo successivo. Così corre la vita dell'essere umano. Le stesse regole danno stabilità e vigore alle sue creazioni. Dall'arte alla scienza, dalla politica alla economia ... |
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Gli "untori" della parola (04.09) - Il comune bisogno di superare fatti ed eventi tanto più nefasti quanto più incontrollabili, la difficoltà di comprendere il rigore scientifico ed il mito sempre affascinante dell’eroe solitario sono gli ingredienti e la "linfa vitale" per una informazione orientata al sensazionalismo. Parliamo di cancro. Dal 1967 e per diversi anni molta stampa si occupò delle “gocce” miracolose (colchicina) del dott.Vieri. Era il 1972 quando salì alla ribalta della cronaca il “siero” (caprino) del veterinario Bonifacio. Per una mancata distribuzione ad Agropoli venne bloccata la linea ferroviaria. Passa quasi un decennio prima che il Consiglio Superiore della Sanità dichiari l’inefficacia del cosiddetto “metodo Di Bella” (1997) fatto oggetto, a più riprese, di molta aspettativa da gran parte dei mass-media. Viceversa, quanti dei quotidiani mezzi di informazione ci stanno ricordando gli ultimi traguardi della ricerca scientifica (omomyc, p63, p53)? E veniamo al terremoto della Aquila. Subito i riflettori si sono accesi sul tecnico Giuliani e sul suo presunto “precursore sismico”. E’ invece passata sotto silenzio (?) la sua intervista (video), di pochi giorni prima, ad un quotidiano locale. Si concludeva così: “Lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.. dovrebbe scomparire e restare solo un ricordo”. Per ora possiamo soltanto augurarci che sistemi di rilevazione nuovi e più evoluti consentano (come la TAC e la RMN per il corpo umano) un'analisi “profonda” della tettonica e quindi l'impiego di attendibili modelli precognitivi. Vivere in edifici "affidabili" sotto il profilo anti-sismico ed esercitarsi in prove di evacuazione dei grossi nuclei abitativi. Sono degli obiettivi più facilmente conseguibili e, volendolo, sono temi meritevoli di più convincenti campagne mediatiche di sensibilizzazione. |
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Scoprire le capacità primarie (06.09) - La "curiosità" è l’incubatrice di scelte consapevoli. Tutto comincia con il collaudo delle emozioni sensoriali. Affinare uno per uno i nostri organi sensitivi (vista, olfatto, udito, tatto, ecc.) per esaltare ed utilizzare al meglio le potenzialità di percezione, di indagine e di analisi della realtà è un esercizio essenziale ai fini della conoscenza. La padronanza delle capacità sensoriali incide sulla "prevalenza" delle cosiddette emozioni primarie. Gioia, sorpresa, attesa o approvazione, piuttosto che tristezza, rabbia, paura o disgusto sono differenti tipi di emozioni innescate dal "grado" di percezione e di analisi acquisito mediante gli organi sensitivi. E' così che lo stesso oggetto o la stessa situazione sono percepiti e vissuti in modo diverso, da soggetti diversi, in quanto differente è la capacità, sviluppata da ciascuno, di identificarne i caratteri costitutivi e di reagire agli stimoli indotti. Il nostro comportamento nasce in risposta a sensazioni. Sensazioni che innescano pulsioni ed emozioni. Prendere coscienza degli stimoli percepiti e controllare la "reazione emotiva" condiziona la nostra memoria cognitiva. Una certa esperienza, una volta vissuta, lascia nella nostra psiche una sorta di impronta affettiva (non necessariamente conscia) che continuerà ad "influenzare" la nostra percezione. Ne consegue la naturale tendenza a valutare un oggetto od una situazione sempre alla stessa maniera. Da piccoli raccogliamo più ricordi perché tutto appare nuovo, mentre con gli anni si tende a memorizzare meno i particolari e ad adottare processi di "rassomiglianza" (reale o solo simbolica) con le esperienze già vissute. Conservare nel tempo la "piena capacità" di elaborare le informazioni sensoriali raccolte significa esercitare con lucida attenzione il monitoraggio della realtà. Controllare la risposta emotiva agli stimoli indotti è la migliore funzione motivazionale di razionali processi cognitivi. E’ un esercizio meno semplice di quanto possa apparire, ma proprio questi sono i presupposti essenziali della "curiosità" di indagare, di conoscere e di capire. Quella curiosità che trae alimento e vigore solo dal contagio positivo di affinate capacità sensoriali e di reazioni emotive ben calibrate. La stessa curiosità che precorre tutto ciò che è nuovo e come tale è risorsa vincente per la attività umana. |
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