![]() |
![]() |
![]() |
|
||
G8 - Realtà contro reality (04.09) - Dopo 35 anni la Maddalena ha visto ammainare le bandiere della base di appoggio per sottomarini della Us Navy (gennaio 2008). La pesante ricaduta sull’economia locale verrà bilanciata dal piano governativo (800 milioni) di investimenti pensati anche in funzione del G8 del 2009. Farà della Maddalena uno dei più grandi centri nautici del Mediterraneo. Arriva poi l'ottobre del 2008. Abbandonata una prima idea di trasferire il summit a Napoli, ora si coltiva l’ipotesi di concluderlo nella città partenopea traghettando i grandi della terra con “due nuove e fantastiche navi italiane”. Passa un altro semestre. In Campania sono ora attive solo 3 delle 9 discariche programmate, mentre il termovalorizzatore di Acerra finirà i collaudi solo dopo l’estate. Mancano appena due mesi al G8 (luglio 2009). Come nuova sede del summit viene scelta l’Aquila, la città simbolo del terremoto che ha colpito l’Abruzzo. Dicono che potrebbero essere risparmiati 220 milioni da destinare alla ricostruzione. Nell’isola sarda sono state realizzate quasi il 70% delle opere in cantiere. Si intende forse risparmiare sui fondi a suo tempo stanziati per il rilancio della Maddalena? Ma c'è dell’altro. Il G8 è anche un complicato meccanismo finalizzato alla sicurezza di una moltitudine di persone. Ben 18 le Delegazioni straniere che hanno già visitato la sede della Maddalena. Il G8 vuol dire accogliere circa 4000 ospiti tra Capi di stato e di governo, Delegazioni e personale accreditato. Altrettanti giornalisti ed operatori sono attesi da tutto il mondo. Da sommare qualche migliaio di appartenenti al servizio d’ordine. Il meeting dei potenti occuperà la Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza. E gli altri? Non è solo un problema organizzativo. Siamo certi che la drammatica condizione degli sfollati meriti e, soprattutto, possa sopportare una vicinanza così massiccia ed invasiva? La realtà non è reality. |
||
La crisi - Atto secondo (04.09) - Il 15 settembre 2008 la banca d’affari statunitense Lehman Brothers fallisce per $613 miliardi di debiti dando corpo e spinta alla "valanga finanziaria" che sta abbattendosi sull’economia mondiale. Esplode (come nel 1929) una profonda crisi di liquidità e di finanziamento. Questa volta però i più consistenti e più tempestivi interventi della mano pubblica hanno evitato massivi assalti agli sportelli bancari. Sono ormai passati ben sette mesi. Lo stato del commercio mondiale resta “critico”. Il nostro è un paese che vive di esportazione (-21%). Gli ordinativi alle imprese sono in calo anche sul versante interno (-14%). Il tasso di utilizzo degli impianti è scivolato al 60%. Il valore della Borsa è tornato agli anni ‘90. Nonostante la domanda sostenuta, in meno di un anno il rendimento dei Bot è sceso dell’80%. Entrate fiscali ridotte di 4 miliardi nell’ultimo trimestre. I salari netti hanno un potere di acquisto molto inferiore alla media europea (-23%). Salvo i generi alimentari, l’andamento dei consumi interni riporta da vari mesi il segno meno. Allo stesso tempo registriamo un’inflazione più che doppia di quella di Germania e Francia (0,4%), mentre altri paesi rischiano addirittura la deflazione (Grecia, Inghilterra). Dal quarto trimestre 2008 la Cassa Integrazione Ordinaria (durata 1 anno) cresce ogni mese al ritmo del 30%. Il Debito pubblico ha superato la quota di 1700 miliardi. E’ raddoppiato anche il ricorso al lavoro nero. La nostra evasione fiscale è ben 3 volte superiore alla media degli altri paesi europei. Ora si è aperto il sipario sul “secondo Atto” di questa crisi. Auspicare la tenuta del nostro turismo estivo è doveroso, ma di certo non è sufficiente. Quando e come risaliremo la china? Tutto dipenderà dall’assunzione di ulteriori iniziative politiche che si traducano in un sostegno efficace dell’economia e di quella parte di società oggi più esposta. Misure sostanziali, da concretizzare in tempo utile. |
||
Dietro la cortina di laminarie (05.09) - Soccorrere barconi alla deriva in alto mare per poi respingere gli occupanti clandestini è un sillogismo dal sapore barbarico. Una nave che svolge dei compiti istituzionali (vedi Sar) è, a tutti gli effetti, “territorio” dello Stato rappresentato. Per tutti gli sconosciuti presi a bordo valgono sempre le norme internazionali (CEDU, Schengen, Dublino) e tutte le tutele riconosciute dalla legislazione della nave (ovvero Stato) soccorritrice. Nel caso di “ammissione temporanea" nel territorio dello Stato (nave) per necessità di pubblico soccorso” alcune situazioni, che sono da accertare, vietano l'adozione di eventuali misure di respingimento (minore di 18 anni, stato di gravidanza o genitori con neonati fino a 6 mesi). Sono accertamenti da eseguire tramite degli appositi “interpreti”, tanto quanto la notifica degli atti individuali di respingimento. Hanno inoltre “diritto d’asilo” i migranti usciti da paesi segnati da fenomeni di “violenza generalizzata” e le potenziali vittime di persecuzioni a sfondo razziale, religioso o politico. Sotto questo profilo, restando sulle coste del Mediterraneo, non trovano spazio i tentativi di distinguo tra i paesi di provenienza-transito ed i paesi d’origine. Con la inosservanza di dette regole si concretizza una prassi amministrativa di respingimento collettivo che è stata fermamente stigmatizzata, a più riprese, da vari Organi sovranazionali (a cominciare dalla Corte e dal Parlamento Europeo). Perfino quando sia attuata in forza di intese bilaterali sottoscritte tra singoli stati. D'altro canto la comunità Europea non può sottovalutare la pressione esercitata lungo le sue coste meridionali dalle incessanti ondate migratorie. Pretendere una concreta condivisione delle gravi problematiche innescate nei paesi di fatto più esposti è un obiettivo politico a cui non si deve rinunciare. Nel contempo il canale di Sicilia non può essere il teatro di manovre triangolate, tanto appariscenti quanto discutibili. Penetrabili o aggirabili come una “cortina di laminarie”. |
||
Crociate Ministeriali (05.09) - Un anno di caccia ai "fannulloni" ed agli "imboscati" e l’assenteismo nella PA (Pubblica Amministrazione) registra un calo superiore al 30%. E' perciò cresciuto di oltre 50.000 unità il personale presente al lavoro e le ore lavorate in più superano i 15 milioni/anno. Il costo per i controlli medici è lievitato significativamente. Al momento non è dato sapere se i servizi forniti sono migliorati in quantità e qualità. Di certo sappiamo che la produttività di sistemi tanto complessi dipende dalla validità di organizzazione, di procedure e mezzi tecnici. In pari misura è condizionata dalla competenza e dallo impegno individuale. Migliorare la qualità del servizio pubblico significa offrire dei risultati migliori a parità di personale impiegato. Una reale maggiore efficienza dovrebbe concretizzarsi in un minore fabbisogno di risorse. Con l’acronimo “Piano e-gov 2012” è stato presentato un nuovo progetto per la informatizzazione della PA. Il Passaporto e la Carta di Identità elettronica, le Caselle ed il Fascicolo Sanitario elettronico, l’Anagrafe Comunale Unitaria, la fatturazione ed i pagamenti on line. Sono solo alcune delle mirabili novità che attendono il cittadino e le imprese. E' una piattaforma di molte centinaia di milioni di dati che, veicolati sulle reti telematiche, diventeranno disponibili all'istante. Occorre allora cominciare con una effettiva interconnessione tra le banche dati dei vari Enti pubblici. Bisogna poi disporre di processi “blindati” per il trattamento dei dati sensibili e fare in modo che i canali di trasmissione siano “a prova di intrusione”. E’ altresì necessario attuare un sostanziale snellimento delle procedure e soprattutto garantire l’aggiornamento continuo e tempestivo di tutti gli archivi interessati. L’investimento relativo è valutato in oltre 1300 milioni. Ad oggi il Digit@Pa, il nuovo ente che dovrebbe digitalizzare la PA, non ha incontrato l’approvazione del governo. |
||
La penisola del tesoro (03.09) - Lungo tutte le nostre coste, isole comprese, una triplice "cintura" di unità abitative di ogni tipo e dimensione. Questa sarebbe la muraglia realizzabile con le abitazioni private (oltre 1,5 milioni) visibili dalle foto aeree, ma sconosciute al Fisco. Un mancato gettito fiscale che supera il miliardo di Euro all’anno. Altrettante sono le unità abitative di privati cittadini che risultano inutilizzate (di cui più della metà in sole 5 Regioni). In diverse decine di migliaia è valutata la consistenza del patrimonio di edifici pubblici vuoti che potrebbero venir convertiti in alloggi. Proprietà che ogni anno ci costano molto in termini di vigilanza e di manutenzione. L’attuale rapporto del Debito Pubblico sul PIL (106%) sconsiglia, così dicono, ulteriori spese a carico del bilancio statale. Tuttavia le potenzialità finanziarie ed economiche, insite in questo “tesoro” immobiliare, non sono affatto trascurabili. Una iniziativa politica orientata a far emergere e far “circolare” dette risorse potrebbe configurare il fattore propulsivo di una manovra anti-crisi di grande valenza sociale (dal patrimonio scolastico "più vulnerabile", all'edilizia popolare, ecc.). Un progetto tanto concreto ed incisivo quanto i previsti 60-70 mld di Euro che saranno immessi (si spera) nel circuito economico nazionale per iniziativa di quel 10% di proprietari di abitazioni uni e bi-familiari invogliato a realizzare nuovi (?) ampliamenti. |
||
Codice stradale "a senso unico" (04.09) - Esperienza comune a chi percorre la viabilità ordinaria è dover constatare la frequenza ed il singolare "intreccio" dei segnali stradali fissi, provvisori e perfino superati che movimentano l’andatura mettendo a dura prova le doti esplorative di malcapitati conducenti. Nel Codice della strada sembra prevalere l’assunto di un’Amministrazione sempre corretta ed “illuminata” nella gestione della segnaletica. Tant'è che non risultano esplicitate, a carico delle varie Amministrazioni, puntuali e specifiche conseguenze in caso di una evidenziata non corretta “apposizione e manutenzione” della segnaletica. Avverso la collocazione della segnaletica è ammesso ricorso (entro 60 giorni) al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Appare allora auspicabile l’istituzione, in ambito territoriale, di apposito Ente garante della “idoneità”. Intanto potrebbe essere riordinata la scala degli intervalli (10,15,20,30,40,50,60..) usati, in una successione altalenante e quasi ossessiva, sulla cartellonistica di prescizione dei limiti massimi di velocità. Sarebbe forse troppo impegnativo riconsiderare certe strane fioriture di rondò e di piste ciclabili? Parliamo allora della policroma segnaletica orizzontale. Quando potremo vedere applicata l'integrale cancellazione di tracce (deviazioni, parcheggi, ecc.) vecchie, superate e, evidentemente, dimenticate? |
||
Voci dentro l'eclissi (04.09) - La questione morale non ha ancora trovato soluzione. Ritornano perfino gli stessi nomi. Febbraio 1992, l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, da avvio alla inchiesta di Tangentopoli. Nel 2000 finisce di scontare la condanna per tangenti su appalti di pulizie. A fine marzo 2009 Chiesa torna in carcere imputato di aver rastrellato tangenti per la raccolta dei rifiuti. La lunga eclissi della politica non volge ancora al termine. Dal passato giunge fino a noi l’eco di voci illustri. “Quando si chiedono grandi sacrifici ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi” (E.Berlinguer). “Non vi deve essere un potere politico o economico, un potere culturale o morale, ma solo la responsabilità politica, economica, culturale e morale” (U.LaMalfa). “Tanto più cresce l’impotenza e l’incapacità di amministrare la cosa pubblica, tanto più aumenta l’ansia ossessiva, onnivora di privilegi di casta” (A.Moro). "Dobbiamo pensare di lavorare in una casa di cristallo” (S.Pertini). “La mia non è l’ingenuità dell’orbo in un mondo di furbi, ma quella di chi sceglie la buona fede alla furberia” (F.Parri). “La colpa non è mai dello specchio, ma di chi ci sta davanti" (E.Biagi). Sono parole simbolo di vite esemplari. Per dirittura morale, per rigore e per coerenza, per dedizione ed impegno civile. Quando sull'interesse pubblico (il bene collettivo) vince il cinismo individuale allora non c’è più scandalo che riesca a scandalizzare. |
||
|
||